chapter one

Un dettaglio viene a sconvolgere tutta la mia lettura; è un mutamento vivo del mio interesse, una folgorazione.
A causa dell’impronta di qualcosa, la foto non è più una foto qualunque.
Questo qualcosa ha fatto tilt, mi ha trasmesso una leggera vibrazione.
(Roland Barthes, La camera chiara. Note sulla fotografia)

scrivimi



tu scatti, io scrivo

3 September 2010
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Giunone era bella e cattivissima, come Diana Ross.

(note di regia: far partire questo video, poi leggere, tanto il video è brutto).

La sceneggiatura di Juno è pressapoco perfetta. L’ha scritta Diablo Cody, ex-spogliarellista, scrittrice, sceneggiatrice, classe ‘78. Vince l’Oscar per la Migliore sceneggiatura originale nel 2008 per questo film, ha una vita abbastanza sregolata e scrive anche una sorta di biografia: Candy Girl - Memorie di una ragazzaccia perbene, uscita in Italia per Sperling & Kupfer nel 2008 e ultimamente la sceneggiatura per United States of Tara, una serie tv ideata, manco a dirlo, da Steven Spielberg su una madre e moglie affetta da disturbo delle personalità multiple.

Il padre di Juno è il padre che vorresti: comprensivo, efficace, disponibile.
Il padre di Juno, americano separato e felice, non urla, non sbraita e non sbatte le porte, non ha un passato torbido ma è uno che ne sa di sentimenti.
La matrigna di Juno è la matrigna che vorresti: disponibile, interessata, affettuosa, presente.
La matrigna di Juno dice Sapevo che era questo, ma ho sperato che l’avessero espulsa o si drogasse. e non ha le sindrome della seconda donna, non sbraita e non sbatte le porte, cuce e soprattutto ne sa di sentimenti.

Questo dialogo - meraviglioso - lo comincia proprio lei nella scena famosissima della rivelzione in soggiorno con genitori seduti su divano e poltrona e Juno in piedi a fare avanti e indietro preoccupata:
Non sapevo che fossi sessualmente attiva.
E chi è il ragazzino? (il padre)
Non lo so non lo conosco ancora bene. So che ha le unghie. (Juno, guardandosi la pancia)
Ah sì? (lei)
Chi è il padre. (Il padre)
Pauli Bleeker, Bleeker. (Juno)
Pauli Bleeker? (Il padre)
Sì, che c’è? (Juno)
Non sembra il tipo. (Il padre)
[…]
Bleeker è grande sulla poltrona. (Juno)

I personaggi di questo film sono perfetti perché sbagliano e quindi imparano. Sono veri, smettono le vesti di eroi quasi subito. A Juno non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di tenersi un figlio a sedici anni, perché sa perfettamente che non è capace di fare null’altro se non l’adolescente. Non fa un figlio col più figo della scuola, lo fa con uno che fa atletica, ha le gambe giuste, né secche né muscolose, una fascia in testa quasi ridicola e dei riccioli biondi, una divisa gialla e rossa - parecchio brutta, anche. Loro fanno un figlio proprio a caso, come succede la maggior parte delle volte: sbagliano di grosso e lo ammetteno il secondo dopo.
I personaggi di questo film risolvono, non tentano di risolversi ed è anche per questo che sono perfetti.

Hai saputo che Juno MacGuf è incinta? Hai saputo che è tuo? Dovresti farti crescere i baffi.

È possibile per due persone amarsi per sempre? Vai a capire, Juno. Tuo padre dice che si può sbagliare, come nel caso del suo primo matrimonio, come nel caso tuo, Juno, ma poi per esempio con la seconda moglie sta andando benissimo e tu ti sei innamorata, quindi vai a capire, Juno, vai a capire.

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novelz

spellicolaggini

metafore sciolte