volevo ringraziarti per la maravigliosa interpretazia di Georgie Blues.
Fabrizio Gabrielli, la prima volta che l’ho incontrato eravamo a Bologna, eravamo allo Zammù e quando ci siamo presentati Simonequelloconlabarba ha detto: Lei è quell’elena. E lui ha risposto: Ma davvero? Posso abbracciarti? Grazie, che bello.
Era successo che Fabrizio Gabrielli quella sera era a Bologna per presentare il suo secondo libro, Katacrash, ma un suo racconto e la mia voce registrata erano stati insieme molto tempo prima, il 19 novembre, sempre allo Zammù, senza conoscersi per niente, per il racconto Georgie Blues; Georgie è George Weah, il racconto ha a che fare col calcio, ma non solo e tutti dovreste leggerlo, almeno una volta, anche se non ad alta voce.
Quella sera, un po’ per gioco, un po’ no, s’è visto in nuce il Readingelli giacché Gabrielli e Marinelli son due cognomi che vanno parecchio d’accordo ed è finita che lui legge me, io leggo lui, si diventa amici e si va al suo matrimonio, l’anno prossimo di questi tempi.
Oggi Fabrì è su SettePerUno, ci rimarrà per quattro settimane, ogni martedì, 7, 14, 21, 28 con Ska dance.
La prima parte è il novantotto ma non inizia così:
Bastiano, diciamocelo subito, non era diminutivo di niente. Sebastiano lo abbrevi in Seba, Seb, Sebastian, mica in Bastiano, che al massimo puoi troncarlo in Bastian, ma troppo facile, poi dàgli che tutti lì a dir “contrario”.
