(be my be my babe) be my little baby.
O anche: il film delle rivincite. (Infatti noi lo riguardiamo sempre.)
Non solo le rivincite di lui che dalla strada riesce a riscattarsi nel mondo dei ricchi; non solo la rivincita di un intero gruppo di giovani che col ballo si riscatta nel mondo dei ricchi; non solo un mondo di ricchi che viene disegnato più aperto e comprensivo, alla fine.
MA: la rivincita di un film di balli proibiti in cui non vincono le tette.
La prima scena secondo me meravigliosa di questo film inizia con Come on, Baby (o baby?), quando arriva il re della festa con la bionda bellissima e sensualissima e con loro la soggezione per la povera Frances.
Ballano. Tutti, in questo film, ballano. La rivoluzione passa per il mambo e i balli con un’esclation fino alla fine, quando balla, davvero, chiunque. Nemmeno fossimo a un villaggio vacanze Alpitour.
Ecco: in realtà siamo in un villaggio vacanze e anche i ricchi ballano; succede davvero che riescono a ballare tutti, alla fine, anche la sorella carina con poco cervello di Frances (lei un po’ meno degli altri, va bene): questa è la prima rivincita morale.
Dance with me.
Lei lo dice a lui, si fa avanti e fa la libertina nel 1968, intavola un ballo di seduzione, gli gira attorno e per la prima volta lui lo vedi un po’ impalato, muscolosissimo e - c’è chi dice - bellissimo. Lei si lascia svestire ed è tipo la rivincita di tutte le ragazze normali della terra.
Al cinema ogni tanto, quelle un po’ bruttine o un po’ impacciate e timidine le devono far diventare diverse per far sì che il figo di turno di innamori di loro. Il bruco deve diventare farfalla, sennò non vale, non sembra credibile. In questo film, invece, durante la loro prima volta lei rimane uguale a come la vediamo la prima volta: struccata, con i pantaloni bianchi, le scarpe da ginnastica, una maglietta con uno scollo normale. Poco prima, vestita per ballare il mambo, non succede nulla; tutto s’avvera quando lei si rimette i suoi panni bianchi e lo guarda strabica, con reggiseno e misure normali.
Dance with me e si compie la seconda rivincita.
Abbiamo dato scandalo, invece, e si compie il ‘68 personale di Frances che ha un nome bellissimo e invece Baby è veramente pessimo, ma nessuno può mettere Baby in un angolo diventa la rivincita della parola baby, per anni lo è stato e per sempre sarà: e siamo a tre.

Infine, And I’ve had the time of my love, lei salta, finalmente, con la seconda di reggiseno, alla faccia delle fighette.
Ultima rivincita.
[Dirty dancing, USA 1987, di Emile Ardolino, con Patrick Swayze, Jennifer Grey, Cynthia Rhodes]
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