chapter one

Un dettaglio viene a sconvolgere tutta la mia lettura; è un mutamento vivo del mio interesse, una folgorazione.
A causa dell’impronta di qualcosa, la foto non è più una foto qualunque.
Questo qualcosa ha fatto tilt, mi ha trasmesso una leggera vibrazione.
(Roland Barthes, La camera chiara. Note sulla fotografia)

scrivimi



tu scatti, io scrivo

22 June 2010
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(Questo pezzo è stato scritto durante la pausa pranzo. Scusate se ogni tanto parlerò un po’ con la bocca piena.)

Insomma la notizia del giorno è che Michel Gondry ha fatto un film che si chiama The Great Hornet in 3D e questo qui sopra è il trailer. Un film d’azione. In 3D.
Ecco: ora puoi guardare il trailer.

(Io intanto mangio un po’ di panino senza far cadere la mozzarella possibilmente.)

Michel Gondry è quello del film The Eternal Sunshine of a Spotless Mind, Se mi lasci ti cancello secondo i geni che l’hanno tradotto in italiano, esatto: quel film che non sei andato a vedere al cinema perché suonava come la versione romantica di The Mask.
Michel Gondry è francese, è fuori dai mondiali e secondo me gli sta simpatico Zinedine Zidane; è il regista di Knives Out (santinumi, Knives Out, Amnesiac, 2001 e tutto torna.), Let Forever Be, Bachelorette e Around the world, per dire pochi (qua un video carino sul making of di Around the world).

Un minuto di silenzio (guardate un video a caso io intanto finisco il panino e passo alla macedonia.)

Ma questa rubrica parla di cinema, non di musica e quindi diciamo che Michel Gondry è quello di Be kind Rewind e The art of sleep (L’arte del sogno). Fa film con pochi soldi, spesso e da piccolo voleva fare l’inventore.
In generale, Michel Gondry non è un regista, è un videoartista, è, cioè, anche un regista, soprattutto uno scrittore delle immagini, uno che se si mette dietro la macchina da presa parla con quella ingenuità visiva a volte tipica dei bambini (e degli inventori) e di chi guarda il mondo e non c’è davvero nulla da fare: lo vede in un modo in cui tu (ancora) non sei capace.

(Nooooooo, ci sono le fragole nella macedonia.)

Lui evoca, spesso, ma ci arrivi, è facile. Non servono elucubrazioni mentali per arrivare a Michel Gondry: basta guardarlo in faccia. Davvero. La grande qualità dei geni ingenui è che loro disegnano come i bambini, senza pensare in termini tecnici e poi ci mettono su il resto. La poetica fa i geni bambini, i concetti, il fatto che arrivano come una freccia direttamente e senza troppe mediazioni.

Michel, che volevi dire con L’arte del sogno?
Niente, che volevo dire. Volevo sognare a occhi aperti, finalmente gli avete dato pure un titolo normale a ‘sto film!

E con Se mi lasci ti cancello?
Chiamiamolo il cancello, magari, va’. Niente, che volevo dire. Volevo dire che certe volte uno soffre così tanto che vorrebbe non aver provato nemmeno le cose belle, per non sentirne la mancanza, ma santinumi, non sei mai stato innamorato? Ma come vivete in Italia?

Michel Gondry ha fatto un film in 3D. Si vede che ha cominciato a giocare coi videogiochi.

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